Neapolis Festival, Napoli 16 luglio 2010 – di Annalisa

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Anni, anni e ancora anni a desiderare di vedere con i miei occhi e sentire con le mie orecchie Jason dal vivo.
Già in 2 occasioni la mia città ha avuto modo di ospitare i Jamiroquai ma io, ahimè, non sono mai riuscita a raggiungerli.

Venerdì pomeriggio, Neapolis Festival. Alle 7 io, il mio ragazzo (torturato dalla mia ansia da concerto)e i miei amici siamo fuori i cancelli. L’attesa è stata lunga, il mio pass era pronto da almeno un mese ed io non vedevo l’ora di solcare, per il secondo giorno consecutivo, l’ingresso della Mostra d’Oltremare di Napoli dove alle 23 avrebbero suonato i Jamiroquai.

Durante tutto il pomeriggio suonano altri gruppi ma io sono completamente fuori dal mondo, il mio pensiero è rivolto lì, alla voce di Jay Kay che improvvisamente arriverà dritta al mio cuore.
L’attesa prosegue, lunga, provo a distrarmi, me lo impongo… non voglio diventi una sofferenza.
Alle 22.40 Yann Tiersen finisce il suo concerto, io mi alzo di scatto dal giardinetto in cui ero sprofondata assieme ad una birra ed esclamo ai miei amici “Fate come vi pare, ma io devo essere alle transenne adesso”.
Chiara ed incisiva, direi 😀 Fortunatamente il mio fidanzato mi appoggia in pieno, non mi farebbe mai perdere l’occasione della mia vita, la mia primissima volta, la mia agonia durata 18 anni finalmente finita!
Riusciamo in soli 5 minuti ad essere contro la transenna sul lato sinistro rispetto al palco, ma non è ancora abbastanza vicino per me… io sono troppo piccolina e la gente mi impedisce di guardare dritto al centro del palco. Cerco di mantenere la calma, ma l’adrenalina sale, mi ripeto costantemente in testa “ti rendi conto? finalmente lo sentirai cantare ad un palmo di naso da te”.. passano 15 minuti circa ed ecco che, una volta per tutte, dopo prove e riprove di luci e montaggi, finalmente si illumina il palco ed escono i Jamiroquai… non vedo niente finchè non mi sento alzare in aria dal mio ragazzo… ed eccolo lì: Jason.
Lui e il suo cappello con le piume. Non me lo immaginavo così grande.. dalle foto e dai video si nota sia enorme, ma dal vivo l’effetto è strabiliante.

Le mie urla stordiscono quelle 3 persone avanti a me (sì, le stesse che mi impedivano di guardare il palco) e una volta giù non esito, devo farmi strada fino a raggiungere il punto più vicino alla transenna.
La distanza diviene di 1 sola persona… mi sento iperentusiasta.
Macchina fotografica alla mano, emozione alle stelle, lacrime che riempiono i miei occhi ma cerco di trattenere (e stranamente ci riesco,)braccia che si dimenano in un saluto disperato (cosa che continuerò a fare per tutto il concerto, unica persona in tutto il mio lato… quasi alla fine del concerto Jay ricambia il mio saluto. Certo, è naturale che io creda che sia stato solo per me quel saluto :D).

Il suo italiano bellissimo mi fa sorridere, il suo saluto a Napoli mi fa emozionare… e le prime note di Revolution mi fanno abbandonare nel fantastico mondo dei Jamiroquai e di Jason.
Il primo concerto di Jamiro della mia vita: un evento indimenticabile, ho tutto scolpito nella mia mente e non riesco a spiegare troppo a parole ciò che ho provato, cosa ho sentito… solo chi è andato ad un suo concerto e lo segue da sempre può capire cosa si prova.
Ancora adesso, a distanza di pochissimi giorni, se ci penso… gli occhi mi si riempiono nuovamente di lacrime e stavolta le lascio uscire tranquille.
Grazie Jamiro.P er quello che mi hai dato in 18 anni, per quello che mi hai dato venerdì scorso.

Grazie a voi di Jamitaly che mi avete permesso di mettere nero su bianco le mie emozioni… condividerle con voi che capite a pieno tutto… non ha prezzo!!!

Annalisa